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La riforma Fornero ed i donatori del sangue

COMUNICATO STAMPA

VITTORIA PER I DONATORI DI SANGUE

 

 IL SENATO APPROVA DEFINITIVAMENTE L’EMENDAMENTO CHE FA RIENTRARE LE GIORNATE DELLA DONAZIONE

COME “PRESTAZIONE EFFETTIVA DI LAVORO”

 

LA PRESIDENTE AVIS, LISA PIVETTA: “SANATA UN’INGIUSTIZIA E RIBADITO IL VALORE ETICO E MORALE DELLA DONAZIONE”

   Il Senato ha approvato definitivamente l’emendamento che estende la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche alle giornate dedicate alla donazione di sangue ed emocomponenti. Dopo l’approvazione alla Camera, dunque, le migliaia di donatori di sangue, comprese quelle del Friuli Venezia Giulia, possono tirare un sospiro di sollievo. Per effetto della riforma Fornero, infatti, i donatori sarebbero stati costretti o ad allungare la propria permanenza sul posto di lavoro per un numero di giorni pari alle donazioni di sangue ed emocomponenti effettuate o a una decurtazione del 2% dell’assegno previdenziale nel caso in cui non volessero (o non potessero) recuperare le giornate perse.

L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla caparbietà e alla determinazione delle associazioni di donatori, dei volontari, degli esponenti del terzo settore, e di quanti, anche nell’ambito politico, hanno sostenuto l’impegno.

“Con soddisfazione – ha dichiarato la presidente Avis regionale del Friuli Venezia Giulia, Lisa Pivetta – si è arrivati in tempi brevi ad una soluzione definitiva di una questione che avrebbe rappresentato un grosso problema per il volontariato del sangue. E’ stata sanata un’ingiustizia e contemporaneamente è stato dato il giusto valore etico e sociale alla donazione: un gesto semplice e generoso messo in atto ogni giorno dai nostri donatori”.

 

8/11/2013

 

 

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    L’AVIS ed i giovani

    L’AVIS deve vestirsi da giovane……………

     

    Nel 2013 ci sarà la nuova assemblea elettiva, in occasione della quale mi auguro che molti donatori motivati e responsabili si facciano avanti per dare una svolta positiva alla nostra associazione. Nell’Avis c’è spazio per tutti; c’è bisogno di forze e idee nuove.

    Non sono i giovani che si devono avvicinare all’Avis, ma è l’Avis che deve imparare a farsi giovane; l’associazione deve aprirsi ai giovani ed essi devono fare proprio il valore della solidarietà donando il sangue e partecipando attivamente alla vita associativa.

    La domanda che mi pongo è però la seguente: sono forse mutati i valori che stanno alla base della donazione? Oggi più che mai abbiamo bisogno che si doni con la ferma convinzione che il nostro gesto aiuta un fratello meno fortunato a superare una situazione difficile: la nostra scelta deve racchiudere  uno spirito del tutto altruistico.

    Noi donatori siamo persone che abbiamo avuto la fortuna di godere nella nostra vita di una buona condizione di salute e che in nome di un impegno sociale e umanitario condividiamo questa condizione con chi è meno fortunato.

    Anche se tra mille difficoltà dobbiamo farci forza  promuovendo e diffondendo nella comunità i valori della solidarietà ed il diritto alla salute di tutti, facendoci carico dei bisogni dei sofferenti, con l’augurio di poter continuare la nostra azione insostituibile, il donare.

    Chi, invece, per raggiunti limiti di età o per condizioni di salute non lo può più fare, continui a indossare il vestito da giovane volontario e spieghi a tutti come si può diventare donatore e l’importanza di essere donatori di sangue al giorno d’oggi.

     

    G.S.

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